MINE VAGANTI di Ferzan Ozpetek
"Mine vaganti" è un film di Ferzan Ozpetek. Ricordarlo non è banale perché con questo si va oltre la famiglia allargata delle "Fate ignoranti". Adoriamo Ferzan per i suoi affreschi d'amore fatti di uomini e donne che non riconoscono il "tradizionale" alfabeto degli affetti. Parlano la loro lingua di malinconia e non tornano mai indietro. Ci aveva lasciati con la nostalgia di "Saturno contro" e lo ritroviamo con una tela rossa di passione. Ironico, onesto, sottile. In una parola brillante. Un film da vedere perché emoziona. Ozpetek non vuole insegnare l'amore, eppure racconta qualcosa che c'è e per cui quasi sempre mancano le parole adatte. Un racconto circolare, di quelli che piacciono a me, in cui l'antico chiude la storia. Ogni personaggio è fondamentale nei giochi di ruolo che Ferzan dirige. La nonna è, naturalmente, la luce del film. L'immagine di lei riflessa nei mille specchi del mobile antico mentre divora la vita di cui fino ad allora si era privata vale, esteticamente, il film intero. "Noi non siamo le stanze che abitiamo": per tutti quelli che sono costretti in un posto in cui non vogliono stare. "Gli amori impossibili non finiscono mai": per tutti noi che l'abbiamo incontrato e che lo sapevamo già ma avevamo bisogno di sentircelo dire. Ancora una volta.
domenica 14 marzo 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento