venerdì 9 ottobre 2009

BAARIA di Giuseppe Tornatore

Il cinema torna a fare il suo mestiere. Finalmente, aggiungerei. Un racconto immaginifico che va oltre una storia. Colori, fughe, riprese che disegnano una realtà, quella cinematografica, che trascende la pellicola. Un film, questo di Tornatore, che fa sognare ed emozionare. Viene voglia di perdersi tra i campi, viene voglia di alzarsi dalla poltrona e iniziare a correre. Un film che è anche il tentativo, continuo e sospeso, di proiettarsi altrove, una storia che diventa la storia di chi prova a scappare per poi tornare sempre punto e a capo. Ma il ritorno non è una resa, è piuttosto la scoperta di sapersi riconoscere con i vestiti vecchi che si credevano stretti. Dedicato a tutti quelli che vorrebbero fuggire, a quelli che sognano, a quelli che temono le proprie speranze. Dedicato a chi passerà la vita intera a cercare un altrove. E dedicato a chi si è messo a correre assieme a Peppino e alla fine del film si è sentito sporco di terra e sudato proprio come lui. E ha sorriso, ricordando che era solo un sogno, un grande sogno. Questo è il mestiere del cinema, almeno secondo me. Fabiana

1 commento:

  1. E' questo il mestiere del cinema e forse anche della vita. Nulla da aggiungere.
    Francesco

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